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- Di cos’hai paura?
- Di chi non abbraccia mai. Di chi lo fa e poi non dice che quello per lui era un addio, di chi non lo fa per niente, di chi lo fa, ma non lo sente addosso. Di chi non si lascia andare. Di quelle persone che non sanno mostrarsi nelle piccole cose.
Alice Giaquinta (via comefiorialvento)
Discutiamo per qualcosa di stupido come a volerci tenere, perché a noi perderci non è mai piaciuto.
Stiamo discutendo velocemente perché sei matto io sono un disastro.
Il silenzio riempe la stanza, l’atmosfera è tesa e mi da fastidio, come il caldo.
Siamo un piatto che casca a terra e si distrugge, siamo il vetro che si frantuma quando colpisce il suolo.
Non so cosa stiamo facendo, lui mi guarda in faccia e io mi chiedo se i vicini non abbiano interrotto le loro faccende solo perché si sono accorti di noi, solo per farci avere il tempo di uno sguardo, loro ormai lo sanno, lo sanno che siamo rovinati.
Le mie cose sono chiuse in valigia, la tua mano tra i capelli, e una distanza imbarazzante, sarò pure stupida, sarò un disastro, ma se noi non siamo stati amore allora cos’era?
Alice Giaquinta (via comefiorialvento)
Quel giorno mi era sfuggito di mano l’amore e forse qualche parte di me stessa; avrei tanto voluto fermare il tempo, sguardo contro sguardo, senza la fretta di salutarsi, né di baciarsi, né di salire su un treno e allontanarsi, ma non è stato così.
Tutto era di corsa, fuggente, senza tregua.
Le parole andavano via tremanti, le mani strette l’une nelle altre senza nessuna intenzione di volersi mollare.
Quel giorno, te lo dico, ho provato ad odiarti per lasciarti lì, per andarmene lontano.
Ti giuro che c’ho provato.

Ormai l’avevo capito, non potevo fare niente.

“E’ arrivato il momento di salutarci.”
“Sì, sono stata bene, lo sai.”
“Non deve per forza essere un addio, non devi stare male.”
“Non ci sto male, vorrei solo evitare di salutarti in questo modo.”
“E’ un arrivederci?”
“Probabilmente, molto probabilmente.”

Provai a pensarla esattamente in quel modo, non ne avevo il controllo.

“Sai che vorrei venire con te.”
“Ma non accade mai.”
“Facciamolo succedere noi.”
“Come?”
“In qualsiasi modo.”

Le nostre labbra si sfiorarono come tante altre volte, sembrava un primo bacio, uno di quelli che ti ricordi per tutta la vita, uno di quelli calmi e tanto desiderati.
Speravo che quel momento non finisse mai, ci speravo tanto, ma il treno arrivò lo stesso.. le lacrime arrivarono come mi stavo aspettando.
Presi la valigia e pensieri erano rivolti a quei giorni passati, stavano facendo a botte per invadermi la mente.

Quello era ben altro, c’era qualcosa che entrambi non volevamo dire, ma sentivamo quel momento sempre più vicino, lo sapevamo.

Era un inizio, uno nuovo, forse il nostro.
Sometimes people think they know you. They know a few facts about you, and they piece you together in a way that makes sense to them. And if you don’t know yourself very well, you might even believe that they are right. But the truth is, that isn’t you. That isn’t you at all.